Saw IV: La Recensione
02/05/2008 | postato da: fabrizio | Commenti 0

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Ciò che conta è il gioco, non i giocatori. Questa è la filosofia commerciale del brand Saw, ormai avviato a ripercorrere le tappe di altri serial-horror, da Venerdì 13 a Nightmare. Giunta al quarto capitolo, il terzo diretto dal bravo Darren Lynn Bousman, la macelleria più famosa del cinema perde il suo motore-protagonista, lo psicopatico Jigsaw interpretato da Tobin Bell, già rimpiazzato da assistenti, complici, fans ansiosi di superare il maestro in crudeltà.
Aperto da una sequenza autoptica realmente terrificante, Saw IV diverte e disturba grazie al consueto mix di thriller e sadismo splatter il cui realismo tecnico ha ormai raggiunto livelli impressionanti. Chi si ricorda più gli arti finti un po’ gommosi di soli dieci anni fa? In Saw la carne, i tessuti, le ossa, il sangue rappresentano il medium utilizzato dal killer per plasmare l’anima, il carattere: lo strazio della carne come ultima possibilità di redenzione.
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