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L'ideologia del sangue

26/03/2007 | postato da: Giovanni Romani | Commenti 4

Sabato pomeriggio mi sono rivisto per la decima volta Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! (Don Siegel, 1971) ed ho ripensato a come, da piccolo, mi fossi innamorato immediatamente del duro Clint, ciuffettone pistolone, e non capissi perché tanta gente cattiva gli desse del "fascista". Negli anni '70 bisognava dire che Eastwood era di destra ed il fior fiore della critichina nostrana si accodava ben volentieri all'opinione dominante. Salvo poi farne un'icona liberal negli anni '90.

 

Ecco, con le dovute differenze dovute al grande Clint, leggo con ribrezzo alcune (parecchie) "recensioni" dell'ottimo 300 di Zack Snyder, tratto dall'omonimo racconto a fumetti di Frank Miller, e provo lo stesso giramento di palle: siamo nel 2007 ed ancora i nostri orridi critici vergano recensioni ideologiche, classificando un film di destra, se non addirittura razzista.

Basta per la miseria! Branco di pecoroni ottusi: è un film, perdipiù tratto da un fumetto! Non è di destra, non è di sinistra, ma solo grandissimo spettacolo di pura fantasia. Dall'apologìa della guerra contro l'Iraq e quella futura contro l'Iran (l'antica Persia), allo scontro di civiltà tra Occidente, bello e valoroso, ed Oriente, mostruoso e depravato, i nostri sociopolitologi del grande schermo hanno espresso la loro indignazione politicamente corretta. Ipocriti e poco lungimiranti: tra qualche anno il filmone di Snyder verrà riletto come manifesto libertario contro le dittature.

In questo triste paese, ormai mostruoso e corrotto per davvero, (altro che Persia!) ancora ci dobbiamo sorbire l'impostazione critico-ideologica degli anni '70, ma che tristezza.

E spiace particolarmente leggere Michele Serra, solitamente acuto e divertente, che insulta preventivamente quei poveri cretini sanguinari a cui il film piacerà, che dichiara con irritante e compiaciuto snobismo intellettualistico  che lui e i suoi amici colti berranno camomilla ed eviteranno di insozzarsi con gli spruzzi di sangue.

Quasi nessuno ha parlato del film, della grandiosa messa in scena, dell'esemplare linearità della sceneggiatura, dell'ottima prova del protagonista Gerard Butler, dello splendido personaggio della regina Gorgo: è un film fascista e filoamericano, tanto basta.

A questi custodi dell'etica cinematografica consiglio di rivedere Olympia di Leni Riefensthal e di giudicare i film con una visione meno costretta dalle miserie e dalle brutture del momento. Ma non credo che ce la faranno, godono troppo nell'impartire le loro squallide lezioncine.

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